Magia! L’Autismo Esce da LEA. Le Associazioni: “Impugneremo l’Atto di Intesa”

E’ veramente un bel numero da prestigiatore, l’autismo nei LEA ( Livelli essenziali di assistenza) non c’è più! Chi aveva promesso livelli di assistenza degni di un paese civile per le famiglie con autistici a carico,  smonta il banchetto e se ne va alla chetichella, agli autistici resta  un pugno di mosche come ultimo atto di una sfilza di promesse e belle parole. 

I disturbi dello spettro autistico escono dai Lea, non sarà più garantito dal Fondo del Servizio Sanitario Nazionale.

E’ successo ieri in Conferenza Unificata, con l’approvazione dell’atto di intesa che aggiorna le nuove Linee di indirizzo in relazione all’autismo. Solo un anno fa, vi era stato un timido plauso a quello che sembrava un passo avanti nel riconoscimento dell’autismo, ovvero l’entrata della patologia nei Lea, e la garanzia che ai pazienti fosse garantita dal SSN, l’erogazione di cure e servizi. Rifacendosi alla legge 134 del 2015, all’articolo 60 si leggeva: “Il servizio sanitario nazionale garantisce alle persone affette dai disturbi dello spettro autistico, prestazioni di diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato”

Oggi la doccia fredda, perché ieri l’atto di intesa che è scaturito dalla Conferenza Unificata del 10 maggio, ha squalificato il documento precedente, cancellando di fatto la legge 134 del 2015 e l’articolo 60.

Nella revisione della linee di indirizzo è stata inserita la clausola: “tali linee di indirizzo saranno realizzate compatibilmente con le risorse disponibili a livello territoriale”. (Clausola chiesta dalla Regione Veneto e accolta dalle altre)

I servizi e le cure previste per le persone affette da autismo, saranno garantiti dalle Asl e solo in relazione alle risorse finanziare disponibili.

Le associazioni minacciano di impugnare l’atto di intesa. Gli autistici rimarranno privi di cura e di assistenza, rilegandoli allo stato di abbandono. Le famiglie al solito dovranno farsi completamente carico dell’assistenza al proprio caro. Ancora un volta quello che sembrava un passo avanti, indietreggia irrimediabilmente.

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