Sap assume centinaia di autistici. Il vantaggio? Pensano in modo diverso

fotoUna ragazza con grave autismo è tra i candidati per il consiglio comunale a Roma, nella lista civica che sostiene Ignazio Marino. Tempo di registrare la notizia ed ecco subito scattare le solite immancabili (e inutili) polemiche mediatiche sull’opportunità di questa scelta “provocatoria” e sui suoi possibili effetti collaterali. Di mezzo c’è forse il fatto che la 21enne, Chiara Ferraro, sarebbe affiancata in caso di elezione dal padre, che esercita per lei le funzioni di tutore.

In Germania, invece, l’autismo è visto come un valore. Soprattutto dalle aziende informatiche. Auticon è stata la prima azienda tedesca a impiegare soggetti affetti da disturbi autistici come suoi consulenti nel testare software e analizzare siti alla ricerca di errori: sette le figure attive oggi a Berlino, quattro a Düsseldorf e in previsione se ne aggiungeranno altre cinque a Monaco.

 

E allo stesso modo la pensano in Sap, una delle più grandi aziende al mondo nel campo delle applicazioni per le imprese. L’idea della compagnia è infatti quella di assumere nei prossimi sette anni alcune centinaia di persone autistiche in tutto il mondo come programmatori e collaudatori di software.

Un progetto su scala globale
Il piano di Sap, per cui sono state avviate sperimentazioni pilota in India e in Irlanda, prevede di arrivare entro il 2020 a una presenza di lavoratori “diversi” pari all’1 per cento (percentuale che si stima rappresenti la diffusione dell’autismo fra la popolazione mondiale) di un organico che conta oggi 65mila dipendenti.

La selezione del personale verrà gestita in collaborazione con Specialisterne, un’organizzazione danese specializzata nel trovare lavoro alle persone autistiche in aziende tecnologiche (alle sue spalle opera una fondazione che punta a creare un milione di posti di lavoro per persone autistiche). Stati Uniti, Canada e Germania i primi tre degli otto Paesi – quelli dove Sap ha un centro di ricerca, e l’Italia non è fra questi – che saranno interessati dall’iniziativa.

Perchè l’autismo diventa un plus
Fare innovazione “dai margini” con persone “che pensano in modo diverso”: questa è la filosofia dell’azienda tedesca, ribadita in una nota dai suoi portavoce, per affrontare le nuove sfide del 21esimo secolo.

E non è prettamente una questione etica ad ispirarla, bensì una convinzione che si fa forte di benefici aspettati e parzialmente già verificati con le sei persone con disturbi autistici assunte nel 2011 nel laboratorio indiano di Bangalore: maggiore produttività e maggiore coesione nel gruppo di lavoro.

Ma come può un disturbo complesso dello sviluppo neurale, caratterizzato da una serie di comportamenti ripetitivi e (almeno sulla carta) limitati, diventare una risorsa per innovare in campo tecnologico? La risposta è nascosta fra le caratteristiche degli autistici, fra cui vi sono elevata capacità di concentrazione e memoria fotografica, maggiore rapidità nello svolgere operazioni come i calcoli aritmetici e superiore abilità nell’osservare i dettagli. Qualità che in un programmatore software o in tester di infinite righe di codice risultano essere dei punti di eccellenza. Che vanno valorizzati.

 

 

da IlSole 24Ore